
stretto fra le mani di questo vento freddo
seguo il volare via delle auto
colori che si depositano nell'aria
e disegnano queste linee fragili
anche questa notte un sogno
aspetta di essere piegato
e messo in un cassetto
riposto con cura
fra le foto dei sogni che sono diventati realtà

fermata dopo fermata
ho provato a ricordare i colori
delle case
il susseguirsi di visi, bagagli e vestiti
e tutto sembra essere uguale
pressochè immobile.
stazione dopo stazione
si srotola la terra
e colano via le città
e l'immagine più bella
sembra che ci aspettasse qui
alla fine del nostro ritorno a casa

il mare ha il profumo
delle parole che non trovo
quando cerco di descriverti
quando non mi bastano
le parole che ho imparato
e nemmeno le frasi delle canzoni
il mare rende languidi i miei occhi
quando ti guardo rapito
e non so descriverti la dolcezza
del mio rapimento
quando sorrido perso
come un bambino che sogna
e il mio sognare ha i tuoi lineamenti
quando mi osservi
mentre ti parlo del mare
e di quanto splendi:
cosi' tanto da accecare ogni parola

e la notte danzo con i fantasmi
rincorro con gli occhi
le carezze delle tue mani
sopra ogni oggetto
vibrano le braccia
al ricordo di ogni parola
mentre fluttuo
attraverso la luce
alla ricerca
di nuove rime

la notte resto sveglio
solo per non incontrare
i miei incubi faccia a faccia
e scoprirmi ancora troppo debole
la notte incrina il mio viso
e mi perdo
fra centomila frammenti
delle mie giornate
penso e ripenso
ad ogni singolo gesto
al fluttuare delle mie parole
vieni notte
preparati a sapere tutto di me
a raccogliere tutte le lacrime
che non riesco a versare più
la mente ritorna indietro ai mille sogni di adolescente e non riesce ad accettare le nuove sfide della vita come se ormai il mondo fosse troppo duro da combattere e ogni piccola cosa possa essere capace di incrinare la stabilità di una giornata vedo pochi sorrisi attorno a me e non riesco a concentrarmi sulle cose che mi succedono........ho come una sottile e costante paura....ma non so di cosa.....
vorrei un bacio sentito ora e addormentarmi abbracciato a te

A volte le parole ti stringono forte
e non puoi fare a meno di lasciarti accarezzare
a volte quelle parole sono pura poesia
e colui che le ha scritte è ormai partito
GRAZIE IVAN!!
Firenze lo sai, non è servita a cambiarla la cosa che ha amato di più è stata l’aria
lei ha disegnato, ha riempito cartelle di sogni ma gli occhi di marmo del Colosso Toscano guardano troppo lontano.
Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire.
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so una donna da amare in due in comune fra te e me.
Ma di tempo ce n’è in questa città fottuti di malinconia e di lei.
Per questo canto una canzone triste, triste, triste... Triste come me.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
Ricordo i suoi occhi, strano tipo di donna che era
quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
"Io sono nata da una conchiglia" diceva "La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare"
Caro il mio Barbarossa, compagno di un’avventura certo che se lei se n’è andata no, non è colpa mia.
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
ma io che farò in questa città? Fottuto di malinconia e di lei.
Per questo canto una canzone triste, triste, triste... Triste come me.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei
(Firenze canzone triste)
"Alle tre" mi hai detto "tira un sasso sopra il tetto vedrai, vedrai, vedrai, mi sveglierò
però se tu non mi vedi puoi aspettarmi giù in stazione vedrai, vedrai, vedrai, vedrai che arriverò".
E io fermo in stazione, aspetto il tuo bus. Cosa ti metterai, come ti presenterai, che cosa mi dirai?
Scappare da qui, fuggire lontano un mondo nuovo che ci accolga tutti e due, senza malinconie.
E l’Olanda è lontana dai nostri confini e sento i campi e i fiori ed i mulini a vento girare dentro me.
"Scusi mi fa un caffè?" Che ore sono? Già le sei e un treno s’allontana e quell’altro, chi lo prenderà?
Il sole accende l’ombra dei semafori lontani ho un nodo nella gola e amarezza delusione o chissà che.
E l’Olanda scompare dai confini del cuore e sento i campi e i fiori ed i mulini a vento morire dentro me, dentro me.
(Olanda)

questa città non ha spazio per il cuore
divora la tua personalità
questa città è fatta di apparenza
è fatta di macchine costose
e di ostentazione dei soldi
tutti parlano di cifre, di modelli nuovi
tutti vivono nella speranza invidiosa
di potersi far invidiare
voglio scappare da qui,
voglio sentire parole che parlino di me
voce che parli da lontano:
dimmi qualcosa che non sappia di moda
dimmi qualcosa che mi tagli in due

....E OGGI SONO 25 ANNI!!!!
(si, un quarto di secolo)